SEXY sabot SANDALI cromati PLATEAU tacco 18 dal BLU 35 al 42 BLU dal ROYAL/TRASPARENTE ! 054f20

SEXY sabot SANDALI cromati PLATEAU tacco 18 dal BLU 35 al 42 BLU dal ROYAL/TRASPARENTE ! 054f20
LACRIME DI BORGHETTI

quelle che verseremo per il gol che non arriverà mai

SEXY sabot SANDALI cromati PLATEAU tacco 18 dal BLU 35 al 42 BLU dal ROYAL/TRASPARENTE ! 054f20


Dunque al principio fu Venezia. La sera del ventisei dicembre, in taxi verso l'aeroporto Marco Polo, chiedo al tassista dove ci conviene dormire - si sono fatte quasi le nove - per raggiungere Trieste il giorno successivo. Tra qui e Trieste non c'è niente, dice, non vi danno neanche da mangiare a quest'ora. Neanche a Palmanova?, chiedo. Figuriamoci in quel paese di merda, fa lui. Io resterei qui vicino all'aeroporto, ci sono begli alberghi, il casinò e i locali con le donnine, aggiunge. Vorrei spiegargli che il mio non è un viaggio da mignottari, ma un viaggio esistenziale, alla Leigh Fermor, ma passo. Ma perchè non andate subito a Trieste, invece?, mi chiede dopo un po'. E' una grande città, una capitale, piena di luci e di ristoranti. Ma non è un po' tardi?, faccio io. Macchè, in un'ora e mezza siete lì. Non crede che ci sarà nebbia sull'autostrada?, domando. Stasera? Per niente. Se non ce n'è qui in laguna, può stare tranquillo. Mi posso fidare? A tirarse sempre indrio se finise col culo in rio, risponde.
Condizione:
Nuovo con scatola: Oggetto nuovo, non usato e non indossato, nella confezione originale (scatola o borsa) e/o con ... Maggiori informazionisulla condizione
Stile: SEXY CON CLASSE
Colore principale: Blu Royal/Trasparente Altezza tacco: Tacco altissimo (Oltre 11 cm)
Colore esatto: Blu Royal/Trasparente Occasione: GLAMOUR
Marca: N.A. Tipo di tacco: Spillo

All'altezza di Palmanova io e il Navarro - che ho recuperato al banco Europcar del Marco Polo - decidiamo di affidarci all'azzardo. Non è che c'è nebbia - è che non si vede proprio nulla. Sembra che ce la tirino a secchiate, la nebbia. Che la montino tipo panna. Dei banchi di nebbia come non li ho mai visti, come devono esistere solo in questa parte addolorata di mondo. Sembra di viaggiare con un aereo tra le nuvole. La nebbia è così densa che ingoia i cartelli stradali. Da Palmanova a Trieste ci guida solo l'istinto e questa canzone.

Non abbiamo rimpianti per aver solo lambito Venezia. Io soprattutto. Della città lagunare conosco quattro cose: lo stadio Pierluigi Penzo (settembre '99, tre a uno per la Roma, doppietta di Delvecchio e gol di Alenitchev), l'NH Laguna Park, una pizzeria di Porto Marghera e la sede degli industriali. Non so neanche più che fine abbia fatto la squadra locale, con la sua bizzarra casacca nero-arancio-verde, che verrà sempre ricordata per le gesta dei suoi attaccanti più rappresentativi (Maniero, Recoba, Tuta). In qualche modo sbarchiamo a Trieste, che ci accoglie dormendo. Un albergatore ci spara una cifra da Tokyo in alta stagione. Lo mandiamo a cagare. Decidiamo di andare a mangiare. Non sono neanche le undici e in giro non c'è alcuna traccia delle vacanze di Natale. Proviamo a entrare in un paio di trattorie ma le sedie sono già appoggiate sui tavoli. Grandi scope puliscono il pavimento. La seconda prova che il tassista di Mestre è un bugiardo. Ma quale grande città. Ma quale capitale. E infatti qual è la grande città che si ritrova una squadra mediocre come la Triestina? Che io, poi, ho anche una certa simpatia (immotivata, epidermica) per i cosiddetti alabardati (non dimentico, tra l'altro, la stagione che vi disputò Alberto Aquilani, il centrocampista con più classe della sua generazione). Ma che fine hanno fatto, anche loro? Falliti, spariti. In Eccellenza. Magari sarebbe pure romantico andarli a vedere. Magari no.

Un passante ci segnala che alla prima a destra c'è un viale pedonale dove forse c'è una pizzeria aperta. Proviamo a credergli. Lasciamo la macchina davanti a un cassonetto e proseguiamo a piedi. Il viale pedonale c'è. Ci sono alberi frondosi e facciate asburgiche. Però non ci sono essere umani - men che meno le famose donne triestine di cui mi sembra di aver sentito parlare un gran bene da qualcuno, mio nonno credo. Di pizzerie, neanche l'ombra. Maledetti triestini, asserragliati nelle vostre case, con le vostre donne e le vostre magliette alabardate. Siamo pronti a rinunciare. Andiamo al mare, azzardo. Magari lì c'è qualcosa aperto. Verso la fine, però, un'insegna miracolosa si appalesa in un vicolo: Number One. Una pizzeria. Aperta. Se ci fanno mangiare io neanche guardo il menu e prendo direttamente la pizza Number One, dice il Navarro. Entriamo, ci guardano strano. Siamo gli unici clienti. Scusate, dico, siamo forestieri, viandanti, viaggiatori. Affamati. Lui poi è appena arrivato dalla Spagna, faccio indicando il mio amico. Ce la fate una pizza al volo?  Il proprietario guarda la cameriera che guarda il pizzaiolo che fa cenno di sì con la testa. Accomodatevi, ci rincuora con accento meridionale. Prendiamo due birre Castello. Complimenti, dico, questa birra locale è proprio buona. Non è di qua, è di Bolzano, dice lui [che poi ho controllato e non è neanche vero, è di Udine, ma in quel momento era inutile fare storie per una cosa del genere, non è mica Pulp Fiction]. Che pizze volete?, ci chiede la cameriera, una grassona dall'aria dolce. Una napoli e una number one, rispondo, senza aver letto il menu. Ok, fa la cameriera. Allora esiste davvero, dico al Navarro. Certo che esiste davvero. Esiste sempre la pizza con il nome del locale, sorride. Quando la pizza arriva sorride meno. Come Montecarlo, o Singapore, si sviluppa in altezza. Ci hanno messo di tutto. Riesco a riconoscere: soppressata, ricotta, melanzane, carciofi, prosciutto crudo, prosciutto cotto, Dash pastiglie, Vicks Vaporub, calze di nylon strappate, latte scaduto. Il Navarro sembra Michele l'intenditore e ne mangia metà. Paghiamo e usciamo a cercare una pensione. Non abbiamo fatto nulla ma siamo stanchi. Ne troviamo una in centro. Lottando con la digestione, lo vedo addormentarsi; io recupero i panni dell'Hauptsturmführer Aue e lentamente prendo sonno, l'ultimo sonno italiano prima di varcare la frontiera.
SEXY sandali FLUORESCENTI GLITTER tacco 15 plateau dal 35 al 44 VIOLA club GLAM,Hogan Donna Wedge Sandal Green HXW2270N660CR0V616 Verde 36,NWT: Tory Burch 41148377 York Ballet New Kir Royal Taglia 7 M,Rag & bone Geneva light grey desert boot espadrille size 37.5/7.5Sandali Donna Donna Soft 6841 PRIMAVERA/ESTATE 2017,Più caldo donne' ' S SOL open-toe Sandali Rosso (Tango Red) 9 UK,JACK Rogers DA DONNA ALANA Abito Sandalo, Ranuncolo/Bianco, 9.5 M US MEZZANOTTE/Bianco,100% Autentico RENE Caovilla Sandalo ESPADRILLAS ZEPPA di cristallo, oro,MELLUSO SCARPA COMODA DONNA CON ZEPPA R45002 NERO I1258,Uterque khakifarbene Da Donna Scarpe con tallone aperto 5110/351/032Scarpe ALBANO Donna ROSA Tessuto 2028SOFT-NU,SCARPA DONNA TWINSET HS88DA CHANTILLY PELLE BIANCO COL.2018 NUOVO SCONTO 30%,NIB Dansko Professional XP Pelle Clog in Night Rose Patent,Miu Miu Tg. 38,5 Pantofole Sandali Pantofole Scarpe Nere Rosa Nuovo,Johnny Was Floral Embroidered Espadrilles Scarpe SZ 38/8/7.5-NWOB,1 Isabel Marant Borchie Ballerine Leo Camoscio In Pelle Cachi Verde Lacci, 41,Scarpe JEFFREY CAMPBELL Donna BLU 30JC004-MASIE-NAV,SCARPA DONNA ISHIKAWA MODELLO ISAD073/Z CAMOUFLAGE NUOVE SCONTO 50%Sandali Aquazzura mumbai Donna - Camoscio (MUMMIDS0SUE),SEXY sandali neri pelle scamosciata strass tacco 15 dal 35 al 41 fashion GLAMOUR,Vivienne Westwood Anglomania + Melissa Lady Dragon Heart Vegan Designer Scarpe,BURBERRY LONDON WOODEN MULE SZ 10 US EUR 42,Rebecca Minkoff Donna Tristen Gladiatore Sughero Sandali in Creme Misura: 7,NILA & NILA ~ italy sandali satin pelle pannello in metallo 38 Nero Oro Tacchi,UV268 Scarpe Sandali CASADEI 37 Blade donna Grigio,(TG. 39 EU) Think - Mocassini casual Chilli, Donna, Nero, 39 (B6B),Scarpe donna MBT sabot mocassini nero pelle AC380,HOGAN SCARPE CLASSICHE DONNA PELLE H259 ROUTE RESTYLING ELASTICO NERO OROTory BURCH SANDALI PUMPS PELLE MARRONE ROYAL TAN 260 variante in,Vaneli da Donna IBIS Punta Aperta Casual Sandali Cinturino Alla Caviglia,
La mattina irrompiamo nel Caffè San Marco e troviamo solo teste bianche. Chiedo al cameriere qual è il tavolo dove siede sempre Claudio Magris. Me lo indica. Vogliamo sederci lì, gli dico. Non è possibile, fa lui, quel tavolo è riservato al professor Magris. Ma oggi non c'è, ribatto, che le importa? Potrebbe sempre arrivare, risponde. Non ha capito, polemizzo, ci ho appena parlato. E' andato a passare il Natale a New York. Non potrà mai arrivare nelle prossime due ore. Mi dispiace, fa lui irremovibile, quel tavolo non posso proprio darglielo. Allora ce ne andiamo. Passeggiamo per la piazza dell'Unità e entriamo nel Caffè degli Specchi. Lì nessuno ci fa storie e ci sediamo dove ci pare. Con il Navarro chiacchieriamo di Osasuna. Il padre è preoccupato perchè è contornato di imbecilli, a partire dal direttore sportivo. Non sa come fare aggiustamenti nel mercato invernale per cercare di salvare una stagione che sembra compromessa. Non ci sono i soldi per portare chi può far fare il salto di qualità. Nekouman se n'è andato, Llorente è malconcio, Kike Sola un'eterna promessa. Almeno avete fatto bene a tenere Mendìlibar, dico, perchè è un tipo in gamba. Uno tosto. Uno dei maggiori mali del calcio moderno è cambiare allenatore. Vedrete che il vento girerà, altrimenti da igual. Anche in Segunda, continueremo ad andare al bar Rotx, ad ascoltare i Guadalupe Plata e a ballare con le ragazze, dice lui. Ma non scenderete in Segunda, stai tranquillo! Ora ordiniamoci una Sacher, che fino a Vienna non ne toccheremo altre. Cameriere! La Sacher che prende sempre Magris.