Caterpillar Cat Cat Caterpillar Parkdale Indossata Marrone con Lacci Uomo aa1b49

Caterpillar Cat Cat Caterpillar Parkdale Indossata Marrone con Lacci Uomo aa1b49
LACRIME DI BORGHETTI

quelle che verseremo per il gol che non arriverà mai

Caterpillar Cat Cat Caterpillar Parkdale Indossata Marrone con Lacci Uomo aa1b49


Dunque al principio fu Venezia. La sera del ventisei dicembre, in taxi verso l'aeroporto Marco Polo, chiedo al tassista dove ci conviene dormire - si sono fatte quasi le nove - per raggiungere Trieste il giorno successivo. Tra qui e Trieste non c'è niente, dice, non vi danno neanche da mangiare a quest'ora. Neanche a Palmanova?, chiedo. Figuriamoci in quel paese di merda, fa lui. Io resterei qui vicino all'aeroporto, ci sono begli alberghi, il casinò e i locali con le donnine, aggiunge. Vorrei spiegargli che il mio non è un viaggio da mignottari, ma un viaggio esistenziale, alla Leigh Fermor, ma passo. Ma perchè non andate subito a Trieste, invece?, mi chiede dopo un po'. E' una grande città, una capitale, piena di luci e di ristoranti. Ma non è un po' tardi?, faccio io. Macchè, in un'ora e mezza siete lì. Non crede che ci sarà nebbia sull'autostrada?, domando. Stasera? Per niente. Se non ce n'è qui in laguna, può stare tranquillo. Mi posso fidare? A tirarse sempre indrio se finise col culo in rio, risponde.
Condizione:
Nuovo con scatola: Oggetto nuovo, non usato e non indossato, nella confezione originale (scatola o borsa) e/o con ... Maggiori informazionisulla condizione
Colore principale: Indossata Marrone
Stile: Scarpe sportive Materiale dalla Tomaia: Camoscio
Rivestimento interno: Tessuto EAN: Non applicabile
Fantasia: Tinta Unita Marca: CAT
EU Scarpe Numero: EU 40 - 43

All'altezza di Palmanova io e il Navarro - che ho recuperato al banco Europcar del Marco Polo - decidiamo di affidarci all'azzardo. Non è che c'è nebbia - è che non si vede proprio nulla. Sembra che ce la tirino a secchiate, la nebbia. Che la montino tipo panna. Dei banchi di nebbia come non li ho mai visti, come devono esistere solo in questa parte addolorata di mondo. Sembra di viaggiare con un aereo tra le nuvole. La nebbia è così densa che ingoia i cartelli stradali. Da Palmanova a Trieste ci guida solo l'istinto e questa canzone.

Non abbiamo rimpianti per aver solo lambito Venezia. Io soprattutto. Della città lagunare conosco quattro cose: lo stadio Pierluigi Penzo (settembre '99, tre a uno per la Roma, doppietta di Delvecchio e gol di Alenitchev), l'NH Laguna Park, una pizzeria di Porto Marghera e la sede degli industriali. Non so neanche più che fine abbia fatto la squadra locale, con la sua bizzarra casacca nero-arancio-verde, che verrà sempre ricordata per le gesta dei suoi attaccanti più rappresentativi (Maniero, Recoba, Tuta). In qualche modo sbarchiamo a Trieste, che ci accoglie dormendo. Un albergatore ci spara una cifra da Tokyo in alta stagione. Lo mandiamo a cagare. Decidiamo di andare a mangiare. Non sono neanche le undici e in giro non c'è alcuna traccia delle vacanze di Natale. Proviamo a entrare in un paio di trattorie ma le sedie sono già appoggiate sui tavoli. Grandi scope puliscono il pavimento. La seconda prova che il tassista di Mestre è un bugiardo. Ma quale grande città. Ma quale capitale. E infatti qual è la grande città che si ritrova una squadra mediocre come la Triestina? Che io, poi, ho anche una certa simpatia (immotivata, epidermica) per i cosiddetti alabardati (non dimentico, tra l'altro, la stagione che vi disputò Alberto Aquilani, il centrocampista con più classe della sua generazione). Ma che fine hanno fatto, anche loro? Falliti, spariti. In Eccellenza. Magari sarebbe pure romantico andarli a vedere. Magari no.

Un passante ci segnala che alla prima a destra c'è un viale pedonale dove forse c'è una pizzeria aperta. Proviamo a credergli. Lasciamo la macchina davanti a un cassonetto e proseguiamo a piedi. Il viale pedonale c'è. Ci sono alberi frondosi e facciate asburgiche. Però non ci sono essere umani - men che meno le famose donne triestine di cui mi sembra di aver sentito parlare un gran bene da qualcuno, mio nonno credo. Di pizzerie, neanche l'ombra. Maledetti triestini, asserragliati nelle vostre case, con le vostre donne e le vostre magliette alabardate. Siamo pronti a rinunciare. Andiamo al mare, azzardo. Magari lì c'è qualcosa aperto. Verso la fine, però, un'insegna miracolosa si appalesa in un vicolo: Number One. Una pizzeria. Aperta. Se ci fanno mangiare io neanche guardo il menu e prendo direttamente la pizza Number One, dice il Navarro. Entriamo, ci guardano strano. Siamo gli unici clienti. Scusate, dico, siamo forestieri, viandanti, viaggiatori. Affamati. Lui poi è appena arrivato dalla Spagna, faccio indicando il mio amico. Ce la fate una pizza al volo?  Il proprietario guarda la cameriera che guarda il pizzaiolo che fa cenno di sì con la testa. Accomodatevi, ci rincuora con accento meridionale. Prendiamo due birre Castello. Complimenti, dico, questa birra locale è proprio buona. Non è di qua, è di Bolzano, dice lui [che poi ho controllato e non è neanche vero, è di Udine, ma in quel momento era inutile fare storie per una cosa del genere, non è mica Pulp Fiction]. Che pizze volete?, ci chiede la cameriera, una grassona dall'aria dolce. Una napoli e una number one, rispondo, senza aver letto il menu. Ok, fa la cameriera. Allora esiste davvero, dico al Navarro. Certo che esiste davvero. Esiste sempre la pizza con il nome del locale, sorride. Quando la pizza arriva sorride meno. Come Montecarlo, o Singapore, si sviluppa in altezza. Ci hanno messo di tutto. Riesco a riconoscere: soppressata, ricotta, melanzane, carciofi, prosciutto crudo, prosciutto cotto, Dash pastiglie, Vicks Vaporub, calze di nylon strappate, latte scaduto. Il Navarro sembra Michele l'intenditore e ne mangia metà. Paghiamo e usciamo a cercare una pensione. Non abbiamo fatto nulla ma siamo stanchi. Ne troviamo una in centro. Lottando con la digestione, lo vedo addormentarsi; io recupero i panni dell'Hauptsturmführer Aue e lentamente prendo sonno, l'ultimo sonno italiano prima di varcare la frontiera.
Air Jordan Melo M12 (Rosso Palestra/Oro ) [827176-696] Basket Uomo,NIKE Uomo internationaliste se "Elemental ORO" Scarpe da ginnastica marrone camoscio,Nike SB Stefan Janoski Max Nero Tg ** Nuovo con Scatola & inutilizzato **,NEW Balance-Scarpe da ginnastica MS574D Verde,Hugo Boss-Rumba _ Tenn _ ltpl Scarpe Da Ginnastica in Pelle Nappa Blu Scuro-RRP,Scarpe Puma Ignite Limitless Weave Nero Uomo 190503-02,NEW NIKE MARXMAN PRM SNEAKERS Scarpe PURE PLATINUM 832766 001 SIZE 9.5,11.5,TV938 Scarpe Scarpe da Ginnastica YLATI FOOTWEAR 41 uomo Blu,ES ACCEL Slim Mid Nero/Bianco/Gomma 43 EU (10 US/9 UK)(TG. 42 EU) adidas Messi 16.3 FG, Scarpe da Calcio Uomo, Oro (Dorado/(Cobmet/Neg,Nike Air Huarache Run Identità Nero Hot Lava Taglie 11.5 (777330-991)Nike Lebron Jordan 12 EXT QS grano-/US 13/EU 47.5,SCARPE UOMO DIADORA GAME L HIGH WAXED 501.159657.C6180,NIKE SCARPE RUNNING AIR MAX MOTION NERO num-36,NEW Uomo Reebok Legacy Lifter Gold size 9.5,Dc Scarpe Heathrow Tx Le J Shoe Na0 Dark Navy 40 EU (8.5 US / 6.5 UK),ADIDAS TUBULAR RUNNER S83141 BIANCO scarpe da ginnastica scarpe uomo,Converse Chuck Taylor All Star 70 Uomo-Scarpe da Ginnastica Scarpe da ginnastica normalissime Hi-Top,[Adidas] B54188 Uomo Running Alpha Bounce Training Jogging Fitness Scarpe GreyDa Uomo Nike Air Jordan 2 Retro Low ROSSO Scarpe da ginnastica 832819 606 diverse dimensioniScarpe uomo NEW BALANCE rosso tessuto, pelle scamosciata CRT300AR,Nike Air Force 1 Schiuma Coppa Uomo Taglia 9.5 AH6771-001 Triple Nere,Scarpe Ignite Limitless Weave Puma Verde Uomo 190503-01,Adidas Uomo White Mountaineering Energy Boost white footwear white S79455,Etnies Scout Xt Grey/Green 45 EU (11 US / 10 UK),Scarpe da ginnastica Reebok Allenamento RIPPLE GRIGIO FREDDO Scarpe da ginnastica Chalk,ADIDAS STAN SMITH S75104 FTWWHT/FTWWHT/FTWWHT,Authentic Nike zoom tutto fuori basso ® (Uomini Taglia EUR 45) Nero/Grigio scuro,ADIDAS Originals Scarpe da Ginnastica Pharell Williams TENNIS HU W ARANCIONE,ADIDAS NMD_R1 ENERGY ORANGE/WHITE/BLUE G26511
La mattina irrompiamo nel Caffè San Marco e troviamo solo teste bianche. Chiedo al cameriere qual è il tavolo dove siede sempre Claudio Magris. Me lo indica. Vogliamo sederci lì, gli dico. Non è possibile, fa lui, quel tavolo è riservato al professor Magris. Ma oggi non c'è, ribatto, che le importa? Potrebbe sempre arrivare, risponde. Non ha capito, polemizzo, ci ho appena parlato. E' andato a passare il Natale a New York. Non potrà mai arrivare nelle prossime due ore. Mi dispiace, fa lui irremovibile, quel tavolo non posso proprio darglielo. Allora ce ne andiamo. Passeggiamo per la piazza dell'Unità e entriamo nel Caffè degli Specchi. Lì nessuno ci fa storie e ci sediamo dove ci pare. Con il Navarro chiacchieriamo di Osasuna. Il padre è preoccupato perchè è contornato di imbecilli, a partire dal direttore sportivo. Non sa come fare aggiustamenti nel mercato invernale per cercare di salvare una stagione che sembra compromessa. Non ci sono i soldi per portare chi può far fare il salto di qualità. Nekouman se n'è andato, Llorente è malconcio, Kike Sola un'eterna promessa. Almeno avete fatto bene a tenere Mendìlibar, dico, perchè è un tipo in gamba. Uno tosto. Uno dei maggiori mali del calcio moderno è cambiare allenatore. Vedrete che il vento girerà, altrimenti da igual. Anche in Segunda, continueremo ad andare al bar Rotx, ad ascoltare i Guadalupe Plata e a ballare con le ragazze, dice lui. Ma non scenderete in Segunda, stai tranquillo! Ora ordiniamoci una Sacher, che fino a Vienna non ne toccheremo altre. Cameriere! La Sacher che prende sempre Magris.